Sintesi dell’ “VIII CONGRESSO NAZIONALE ARCHITETTI PPC”

Nei giorni dal 5 al 7 luglio  2018 a Roma,  presso  l’Auditorium  Parco della Musica, si è svolto l’ “VIII Congresso Nazionale  Architetti  Pianificatori Paesaggisti Conservatori” dal titolo “ABITARE IL PAESE. Città e territori del Futuro Prossimo”.
L’Ordine di Vercelli ha partecipato con un delegazione in rappresentanza di tutti gli iscritti.
La tre giorni si è aperta con la relazione del Presidente Giuseppe Cappochin che ha sottolineato l’importanza di realizzare subito un piano di trasformazione delle periferie in parti di città policentriche, rivedere l’attuale strumentazione urbanistica, riformulare i Concorsi attraverso due fasi di progettazione (..importante attuare una procedura corretta al fine dell’individuazione del un progetto di qualità), riconoscere la competenza degli architetti, diffondere l’educazione della cultura architettonica attraverso la scuola, dotare il paese di una legge organica sulla materia ma soprattutto un piano di azione nazionale per le città sostenibili.
La relazione del Presidente si è concentrata su due documenti predisposti dal CNAPPC riguardanti i nuovi strumenti di governo del territorio e la predisposizione di un disegno di legge sull’architettura. Questo secondo documento – che dovrà essere condiviso con le altro componenti professionali – intende essere un riferimento per la qualità degli interventi architettonici (in contrapposizione con la mera edilizia) nelle città del futuro prossimo: elemento centrale per l’azione culturale e professionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori.
Tale relazione, ricca di obbiettivi e proposte condivise dagli oltre 3000 delegati presenti, è frutto di un giro in 14 tappe da parte del CNAPPC nelle varie regioni d’Italia che nei mesi scorsi ha coinvolto professionisti, cittadini, associazioni ed istituzioni.
Durante le giornate del Congresso, le numerose tavole rotonde hanno approfondito i vari argomenti elencati nella relazione del Presidente Cappochin, grazie anche al contributo di relatori qualificati di livello nazionale ed internazionale.
Uno degli elementi principali del dibattito è stato quello relativo alla Legge sull’Architettura che, oltre alla sua capacità di costruire città di miglior qualità, dovrebbe essere in grado di meglio definire ruoli e competenze professionali. A tale riguardo una specifica tavola rotonda ha illustrato alcuni casi significativi di nazioni che hanno già nei loro ordinamenti specifiche leggi in materia (Francia, Portogallo, Estonia e Catalogna) fornendo importanti suggestioni sul miglioramento della professione in presenza di norme di questo tipo.
La giornata del 7 luglio, ultima del Congresso, è stata coordinata da Ezio Micelli (Architetto e Professore presso Università IUAV di Venezia) ed ha riservato ai delegati, riflessioni profonde sulla figura, la percezione, il lavoro, le nuove sfide, le necessità e il ruolo dell’architetto delle città e dei territori del futuro. Una visione aperta non corporativa ma per la società, i cittadini ed il benessere.
Infine è stato dato spazio ai lavori del territorio rappresentati delle Regioni, ove sono stati illustrati i relativi contributi che nel percorso precongressuale sono stati predisposti. Ci sono stati interventi duri, aperti, concreti e puntigliosi.
Per la Regione Piemonte e Valle d’Aosta, i vari Ordini provinciali hanno delegato per l’intervento il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino Arch. Massimo Giuntoli, quale rappresentante territoriale dell’evento regionale dello scorso 9 Febbraio a Torino.
L’intervento, condiviso da tutti  i vari Ordini del Piemonte e della Valle d’Aosta, è stato uno dei più apprezzati, in quanto si è concentrato sul tema del lavoro ed innovazione, sul favorire la riqualificazione dell’esistente attraverso sgravi ed agevolazioni fiscali permanenti,  sui fondi strutturali dell’Unione Europea che offrono opportunità interessanti di finanziamento per la strutturazione degli studi professionali e per la digitalizzazione e sulla promozione dell’imprenditorialità dell’Architetto.
Il Congresso infine si è chiuso, con l’approvazione del “Manifesto degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Italia”.
Grande soddisfazione è emersa nelle parole di chiusura del Presidente Cappochin che ha affermato, tra l’altro, che il Congresso rappresenta una tappa iniziale di un percorso che vedrà nuovamente il CNAPPC coinvolto in incontri regionali per dare avvio a quanto indicato nei documenti del Congresso e nel Manifesto finale.
A conclusione di questa breve e sintetica relazione sul Congresso, colgo l’occasione per ringraziare i Delegati e i Consiglieri dell’Ordine,  che hanno partecipato all’evento ed hanno dimostrato di tenere alla categoria con presenza e partecipazione.
Per maggiori approfondimento Vi invito a prendere visione degli link sotto riportati. Vi aggiungiamo anche un po’ di foto delle 3 giornate.
Un cordiale saluti a tutti gli iscritti.